Questo articolo fa parte dello Speciale IA e 231 di Alert231.it.
Ogni aggiornamento del Modello 231 parte dalla stessa domanda: dove, nella nostra organizzazione, può verificarsi il rischio? Con l’art. 25-vicies la domanda è più difficile del solito, perché l’intelligenza artificiale non sta in un solo reparto né in un solo software. Sta nei gestionali che hanno aggiunto una funzione “intelligente”, negli assistenti generativi usati dai dipendenti di propria iniziativa, negli strumenti di selezione dei CV, nei chatbot del sito, nelle piattaforme di marketing.
Per questo il primo passo è un censimento dei sistemi di IA usati o sviluppati dall’ente, e non una semplice verifica dell’IT. Il censimento deve dire quali sistemi esistono, a cosa servono, chi li usa, con quali dati e con quali fornitori. Senza questa fotografia non si può stabilire né quali sistemi siano ad alto rischio né dove possano configurarsi l’art. 437-bis c.p. o l’art. 612-quater c.p.
Il censimento non è un’attività da fare una volta e archiviare. Nuovi strumenti entrano in azienda di continuo, spesso con un semplice abbonamento o con un aggiornamento del fornitore. Il Modello deve quindi prevedere un meccanismo stabile di aggiornamento e una persona che ne risponda.
Nella parte riservata agli abbonati trovi il metodo in quattro fasi, i campi della scheda da compilare per ogni sistema e la matrice di rischio con le due colonne dedicate ai nuovi reati.
Contenuto riservato agli abbonati Alert231.it
Sei già abbonato? Accedi per continuare a leggere l’articolo.
Per aggiornare il Modello in modo operativo: Suite Aggiornamento Modello 231 – Reati IA.